Processo produttivo
chiusa grossa

chiusa grossa

Il processo produttivo

Le piccole dimensioni dell’azienda ci permettono di curare nel dettaglio il vitigno affinché le viti crescano robuste, aiutandole a difendersi dalle malattie e sostenendole per la produzione di uva di alta qualità.

La vendemmia è il momento per valutare se il nostro lavoro è stato adeguato o se debba essere migliorato.

Le uve raccolte a mano vengono accuratamente selezionate e poi trasformate in cantina cercando di mantenere intatte le loro caratteristiche e quelle dell’annata.

L’intero processo produttivo, è supervisionato dalla nostra enologa Dott.ssa Francesca Arquint.

01

Vinificazione e affinamento

Accurata selezione in vigna delle uve, rimozione dei raspi, pressatura soffice.

Un piede iniziale di lieviti indigeni fa partire la fermentazione che avviene in acciaio a temperatura controllata sui 28°C; macerazione sulle bucce per circa 2/3 settimane (secondo le annate); rimontaggi due volte al giorno, andando a scalare in funzione delle bucce.

La fermentazione malolattica viene fatta da batteri indigeni in tini di acciaio inox con controllo della

temperatura affinché rimanga a circa 20°C.

Successivamente lasciamo il vino maturare in tonneaux (500 hl) di rovere francese, nuovi e di secondo passaggio per poi affinare in bottiglia.

 

02

Imbottigliamento

Nel pieno rispetto dell’ambiente, abbiamo scelto bottiglie leggere con tappi di sughero naturale monopezzo controllato organoletticamente.

La grafica delle nostre etichette, tesa a rendere immediatamente riconoscibile il prodotto, è frutto dello studio degli elementi identitari del territorio reinterpretati in chiave moderna.

Le linee semplici e i colori decisi spiccano sul fondo chiaro e materico della carta, creando un equilibrio tra innovazione e tradizione.

Le capsule, cromaticamente coordinate con l’etichetta, riportano in rilievo il monogramma dell’azienda.

03

Sostenibilità

Ogni attività portata avanti dall’azienda, dalla cura della vigna alla produzione del vino, è improntata alla ricerca del minor impatto ambientale e di un sano equilibrio con la natura.

La cantina ipogea risulta integrata nel contesto paesaggistico anche grazie al rivestimento in pietra locale, recuperata dalla lavorazione dei campi, e al tetto giardino, che concorre a regolare la temperatura degli ambienti sottostanti.