La nostra storia
La storia di Chiusa Grossa Montalcino
La storia dell’Azienda Agricola Chiusa Grossa ha origine trent’anni fa, quando Bruno Biscotto scopre la bellezza di Montalcino e l’unicità delle sue splendide terre.
L’incontro con un mezzardo, uomo di grande saggezza, che quei terreni li lavorava così come prima di lui i suoi genitori, fa nascere la passione per il vino dando avvio a una splendida avventura proseguita negli anni anche grazie al costante sostegno di suo figlio.
Nel 2017 la scelta di aprirsi alla commercializzazione, con il coinvolgimento delle figlie sommelier Emanuela ed Elisa.
Nasce così una nuova etichetta, alla base della quale vi è innanzitutto un profondo rispetto per la viticultura e l’enologia, nella consapevolezza che non ci si improvvisa agricoltori: il vino è semplicità e complessità al tempo stesso, è il frutto di un percorso lungo, difficilmente lineare.
Il Rosso di Montalcino, primo prodotto dell’azienda ad essere messo in commercio nel 2018, è caratterizzato da due anime profondamente unite, quelle dei vigneti di proprietà dell’azienda, da cui provengono le uve: uno in località Sant’Angelo in Colle e l’altro in località Castelnuovo dell’Abate.
Un blend tra due “cru” che si fa metafora di un legame familiare.
Nel 2023 è uscita anche la prima annata del Brunello di Montalcino di Chiusa Grossa che è andata ad affiancare il Rosso arricchendo l’offerta dei prodotti dell’Azienda.
La realizzazione dei vini nasce in stretta collaborazione con l’enologa Dott.ssa Francesca Arquint, che ha raccolto con entusiasmo la sfida di lanciare una nuova azienda, mettendo a disposizione la sua esperienza anche in settore internazionale.
